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Intervista a Path Atho
17-04-2018

Intervista a Path Atho

1) Ci puoi raccontare un pò brevemente quando hai iniziato a cantare per conto tuo? E' una cosa che già facevi quando suonavi negli altri gruppi punk o addirittura prima,  o che hai iniziato dopo queste esperienze?

Da ragazzino avevo la Applause acustica tipo Ovation di mio padre , con quella ho iniziato a suonare e con quella , seguita da una Tenson , ho scritto in acustico tutti i pezzi di tutti i dischi di tutti i gruppi in cui ho suonato . Era la mia condizione standard nella scrittura , poi nel 2014 avevo una ventina di pezzi rifiutati o inadatti a Gli Ultimi , ne ho scelti undici e ne ho fatto l’LP “Lima Sorda” . All’inizio suonare senza band e’ stato uno shock , e devo dire che e’ una sensazione a cui forse non ci si abitua mai . 

2) Ci sono stati dei componenti di altri gruppi punk più o meno famosi che ti hanno ispirato nella loro evoluzione come cantautori? Che so, se ti dico Chuck Ragan ad esempio?

Chuck Ragan  e gran parte del Revival Tour sono stati una forte ispirazione per il primo disco  , ambizioni poche e punkrock ancora incollato alla faccia come una maschera . Con la consapevolezza di poter osare di più ho ripreso ad analizzare la scuola cantautoriale italiana , Guccini , De Gregori , Grechi , Dalla , Battisti , Graziani , insomma il versante “americano” , non quello “francese” ,   e la canzone americana di protesta , Da Guthrie a Houston a Seeger , naturalmente approdando a Dylan , Springsteen e anche  Bragg e Attila the Stockbroker . 

3) Nei tuoi testi ci sono molti riferimenti al mondo del lavoro, tanto che qualcuno è arrivato a definirti il "Billy Bragg italiano", credi che la musica sia sempre un mezzo per veicolare un certo tipo di messaggio "sociale" oppure no? 

Per me la musica folk, blues e affini  non può rifiutarsi  di guardarsi intorno e di scrivere  di ciò che vede : non e’ una “missione” , non lo fai su tutti i pezzi di tutti i dischi , ma per me e’ una necessità . Ho fatto l’operaio per più di 15 anni , sono stato sulle scalinate , nei bar dei “coatti” , anche a me piace leggere , riconoscere l’arte e la bellezza , ma non per questo mi copro gli occhi davanti all’ingiustizia , il disagio e l’orrore di tutti i giorni . Sono lusingato dall’accostamento con Bragg , soprattutto perche’ i testi di stampo “civile” sono accostati al gusto per una musica ricercata nelle progressione di accordi e gli arrangiamenti , al contrario di quanto accadeva nella canzone popolare di protesta della prima metà del ‘900. La struttura emotiva della sua versione di “I ain’t got no home” di Guthrie e’ esplicativa in questo senso  . 

4) Dal vivo ogni tanto esegui anche dei pezzi classici della malavita romana.. cosa ti attira di quel mondo, come ci sei arrivato? Il recupero di un certo tipo di musica popolare è qualcosa che pensi di portare avanti? Come si coniuga con i canoni più tipici del punk?

E’ una parte significativa della cultura popolare della mia zona . Le canzoni di carcere e malavita del repertorio romanesco sono coesistenti , ma distinte dagli stornelli e dalla canzone classica , checchè se ne dica . Sono un appassionato di tradizione romanesca da sempre . E’ un aspetto che mi piace riprendere dal vivo e di cui amo seminare tracce nei dischi , e che nella sua interezza ripropongo in un progetto parallelo chiamato “Canti della Buiosa  “ , uno spettacolo dal vivo cantato e in parte di divulgazione e recitazione . Nel punk italiano era stato anticipato da Gli Ultimi e ripreso in parte dai Dalton , ed e’ sempre stata una gradita sorpresa per gli ascoltatori . 

5) Per la promozione del nuovo disco stai facendo molte date in giro per tutta l'Italia, sud e isole incluse, ci spieghi un pò come ti muovi in che tipo di realtà ti sei trovato a suonare e qualche simpatico aneddoto tra quelli che sicuramente ti saranno capitati negli ultimi viaggi..

Sono costantemente in tour per scelta e in parte per necessità . Con Folk Beat Vendetta lavoro incessantemente per organizzare mesi e mesi di concerti ovunque mi sia permesso . Gli spazi occupati e/o autogestiti sono quelli che preferisco , e che cerco di aiutare come posso ( vedi il progetto Working Class Ballads ) , suono anche in locali spesso ma li preferisco orientati sia a livello politico che attitudinale . Rifiuto spesso di suonare in contesti che non mi appartengono anche se potrei  trarne vantaggi economici maggiori . Di aneddoti me ne succedono ogni sera , per esempio pochi giorni fa suonavo in un locale dove tutti parlavano tra loro e mi davano le spalle , tanto che ho interrotto una canzone a metà per qualche secondo  e nessuno se n’e’ accorto . 

6) Cantautori classici italiani, ti dico dei nomi un pò a caso puoi rispondere con un solo aggettivo, (però ti è permesso aggiungere qualche nome a piacere alla lista...)

De Gregori - intelligente 

De Andrè - profondo

Battisti - libero 

Venditti - popolare 

Dalla - illuminante 

Lolli - tormentato 

Guccini - autentico 

Fossati - sottovalutato 

Tenco - compianto 

7) Come sei entrato in contatto con Hellnation? Raccontaci il tuo primo incontro con Robberrtò!

Roberto’ lo conosciamo da una vita , ma nel 2012  Gli Ultimi cercavano produzioni per “Storie da un posto qualunque “ , e con mille parapiglia Roberto resuscitò Hellnation (come etichetta indipendente)  per l’occasione dopo anni di silenzio . Da quel giorno c’e’ stata una collaborazione pressoché continua tra me e lui che ha generato quattro dischi de Gli Ultimi , tre di Path , uno con i Barbera e Champagne e la collaborazione logistica al primo album dei Dalton . E’ una figura monolitica nell’underground romano , uno a cui tutti devono qualcosa , gli voglio bene come un padre . 

8) In passato hai realizzato, sempre per Hellnation un 45 giri insieme a Filippo Andreani, ci racconti come è nata l'idea? Il disco è ancora reperibile o è andato esaurito?

Ebbi l’idea di un 7 pollici coi due fenomeni strabordanti  dell’underground di quell’anno , entrambi miei amici . Lo proposi a Roberto e ne fu entusiasta : il mio compenso consisteva nel mettermi in mezzo a Filippo e Zerocalcare con un mio pezzo . Mettere d’accordo il “Milanese” e il “Romano” , l’avvocato spigliato  e il disegnatore irreperibile agli “accolli” e’ stata l’impresa più difficile , il mio ruolo consisteva soprattutto nel trovare un modo per tenere le comunicazioni accese . Sono felicissimo del risultato , un lampo nel buio prodotto in modo leggero come si fa tra compagni .Il disco credo sia abbastanza irreperibile , era un’edizione limitata . 

9) Sappiamo che sei molto prolifico quindi di sicuro hai delle nuove canzoni già in cantiere nonostante sia appena uscito il tuo disco nuovo, vuoi dirci qualcosa a riguardo?

Dal giorno in cui la mia anima si e’ tranquillizzata per l’uscita di “Hombre Lobo Sessions” , scrivendo tra un concerto e l’altro sono arrivato a 10 nuovi pezzi inediti più 4 vecchi pezzi mai usciti . Ho intenzione di fare un disco “full band”  , sono in contatto con un amico , un pezzo grosso del blues , rock’n’roll e soul romano  , nelle prossime settimane inizieremo a vedere insieme quello che ho scritto , sono sicuro che può mettere le mani la dove io non riesco ad arrivare … quando i pezzi saranno finiti metteremo su una band e ci prepareremo a registrarli . Comunque , che sia Blues , Folk , Soul o Punk sono sempre io , penna su carta , questo e’ l’importante per me , e non ho intenzione di fermarmi . 


 

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