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Wild Tee x Five Lands
01-06-2017

Wild Tee x Five Lands

Green Records: Come è nata l'idea di una collaborazione tra Wild Tee e una skateboard company? Pensate ci possano essere dei punti in comune tra il mondo del trail e quello dello skate o è stato solo un caso?

Davide: Di base è nata perché passa il tempo ma la qualità delle persone resta. Venti anni fa mi era sembrato un sogno fare un disco per Green ed avere il Moz a disegnarci la copertina... oggi ci è sembrato naturale ritornare da chi condivide con noi determinate idee e concezioni. Un cerchio che si chiude.

Punti in comune... non saprei, forse un’alta soglia del dolore? Scherzi a parte, sono due attività distanti ma che richiamano allo stesso concetto: la libertà, il vivere per il momento.

Filippo: I trail runners stanno apprezzando molto le grafiche disegnate da Officina Infernale, quindi credo che ci siano parecchi punti in comune, in fondo, in entrambi i mondi si tratta di esplorare il proprio lato selvaggio.

Green Records: Come sono state scelte le grafiche e i soggetti? Di solito siamo abituati a vedere delle grafiche molto tradizionali nel running mentre quelle di Wild Tee sembrano distaccarsi da quell'immagine tipicamente sportiva, o sbaglio?

Filippo: L’idea di fondo è quella di disegnare dei prodotti che ci facciano sentire meglio quando corriamo sui sentieri, che ci facciano riconnettere con la natura, con la nostra natura, si, anche con il nostro lato selvaggio, oramai sopito da secoli di urbanizzazione. Le nostre grafiche e i nostri colori sono ispirati a quello che si può incontrare sui sentieri di tutto il mondo. E poi basta con quegli improbabili colori fosforescenti

Green Records: Che tipo di materiale utilizzate per i vostri articoli da corsa, in questo caso per le maglie? A cosa mirate quando progettate un nuovo capo?

Maria Carla: Per le maglie da corsa usiamo un tessuto multifilamento che ha la particolarità di essere leggero e confortevole addosso. Sulle canotte e le magliette in particolare usiamo una struttura a mesh aperta che garantisce maggiore traspirabilità. Comfort e funzionalità in un capo essenziale, pensato per essere utilizzato in ogni condizione: questo è quello a cui miriamo.

Green Records: Pensate di dedicarvi esclusivamente all'abbigliamento tecnico o avete in programma anche di incrementare gli articoli per un utilizzo più quotidiano?

Davide: Wild Tee nasce sui sentieri, ma si trova a suo agio ovunque ci sia una storia da ascoltare, della buona musica, la voglia di andare oltre. Abbiamo iniziato con la collezione in cotone organico, ma ci stiamo guardando intorno per ampliare l’offerta anche fuori dalla corsa, già per l’autunno arriverà qualcosa di nuovo. 

Green Records:  Parlando di distribuzione, quali canali utilizzate? E' più importante la vendita dal web o continua ad essere predominante quella tradizionale all'interno dei negozi?

Filippo: siamo molto soddisfatti dei risultati di vendita, attualmente le vendite sono esattamente 50% on line diretto e 50% tramite rivenditori. L’on line ci è servito per farci conoscere all’inizio quando non avevamo ancora una rete di rivenditori. Anche se la clientela dei due canali è molto diversa, credo che la distribuzione tradizionale supererà l’on line in futuro. Anzi a tal proposito siamo alla ricerca di rappresentanti per le zone scoperte!! Se conoscete qualcuno interessato chiamateci.

Green Records: Girando per le gare sembrano molte le ragazze che apprezzano le tee shirt di Wild Tee, avete un attenzione particolare al settore femminile o è solo un caso?

Maria Carla: Sono sempre di più le donne che corrono e fin da subito abbiamo cercato di avere per loro un occhio di riguardo: abbiamo cercato di offrire un capo tecnico, ma con una particolare attenzione al fitting. Le grafiche poi, hanno subito colpito nel segno, conquistando i favori di tante runners.

Filippo: in Italia la percentuale di donne che corre e che corre sui sentieri è molto più bassa che negli altri paesi, vogliamo fare un abbigliamento che faccia avvicinare le ragazze allo sport. In effetti la nostra collezione femminile è quasi più bella di quella maschile...

Green Records: Abbiamo visto ultimamente lo stand di Wild Tee presente  ad alcune delle gare più importanti della stagione, quanto contano le corse competitive per voi e quali sono quelle a livello nazionale a cui vi sentite più legati?

Davide: Io personalmente non gareggio molto, ma una o due volte l’anno mi piace mettermi in gioco, così come mi piace scoprire aspetti di me che solitamente non escono fuori: a volte la competizione ti serve anche per conoscerti e capire te stesso ed i tuoi limiti. Però faccio solo gare che in qualche modo mi emozionano per qualche motivo. A livello nazionale farei uno sgarbo a tanti a citarne solo due o tre, ce ne sono molte che meritano. Ma la gara che veramente è entrata nel mio cuore è e resterà sempre la Western States 100...

Filippo: è sempre bello confrontarsi con gli altri, ma la corsa, soprattutto quella sulle lunghe distanze, è essenzialmente un magnifico momento di confronto con se stessi.

Green Records: Il mondo del trail running sembra appassionare soprattutto persone oltre i trent'anni, pensate che questo trend sia destinato a cambiare oppure è una pratica che difficilmente potrà mai  far breccia tra i ragazzi più giovani?

Filippo: Questo era vero fino a qualche tempo fa, ora i giovani sono sempre di più. Questo è un ottimo segnale. La speranza è che si avvicinino allo sport in maniera sana, non troppo agonistica, cercando la scoperta di se stessi e del territorio

Green Records: Oltre alla corsa di cui siete appassionati ci sono altre attività sportive che vi coinvolgono o  che avete praticato in passato?

Davide: Innumerevoli, a partire dallo skate che è stata la mia palestra di vita (io e te ci siamo conosciuti perché ti avevo scritto per comprare It’s Pounding In dicendoti di non spedirlo prima di una settimana che ero in ospedale con un braccio rotto causa caduta... e mi avevi aggiunto una maglietta Creepshow al pacco, anno 90 circa, mitico). Poi ho surfato tanto prima che mi portasse all’esaurimento nervoso causa attesa spasmodica di onde. Ora sono un disastroso arrampicatore, un freerider senza alcuna padronanza della tecnica e visto l’incedere degli anni ho comprato un bel set di bocce da petanca.

Filippo: Io ho sempre fatto poco sport, fino a 36 anni, quando ho cominciato a correre!!

Green Records: Descriveteci come potrebbe essere la sede ideale di Wild Tee,  e se poteste scegliere in quale parte del mondo sarebbe collocata? 

Davide: bellissima domanda. Che porterà al litigio con socio e divorzio con compagna. Potrei dirti che la sede ideale è in NorCal, in uno di quei vecchi capannoni riadattati, tutto bello, cool, trendy ed eco. Poi penso che ho girato mezzo mondo per tornare alla fine in Liguria, e ti confido che quella è la mia casa ed è dove mi ci vedo vivere fino alla fine dei miei giorni. Sono un romantico, ma se c’è uno che mi può capire sei tu. Ho un set di bocce anche per te Giulio...

Filippo: La prima risposta potrebbe essere Boulder (Colorado), ma sinceramente più passa il tempo più mi immagino la sede di Wild Tee su un furgone/camper itinerante.

pictures by Davide Biondani 

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